Rifugio Crête Sèche da Ruz
Escursionismo

Rifugio Crête Sèche da Ruz

Il Rifugio Crête Sèche
La croce nel pianoro degli alpeggi Berrier
Scorci panoramici
Veduta della Valpelline dal Rifugio
L’ultimo tratto del sentiero
Ruz, il piccolo borgo di partenza
Oltre il rifugio, il sentiero prosegue
Le bandiere che segnalano l’arrivo al rifugio
La salita nel bosco di larici
Sentiero piacevole e ben segnalato

Dettagli

Ruz

Luogo di partenza

Bionaz

Comune

medio

Impegno

E

Difficoltà

4.3

Valutazione

700 m

Dislivello salita

3h 50m

Tempo totale

Descrizione

Il Rifugio Crête Sèche si trova in alta Valpelline, nel territorio di Bionaz e prende il nome dalla cresta che lo sovrasta. E’ posto all’imbocco di uno stretto vallone solcato dal torrente glaciale che proviene dai ghiacciai dell’Aroletta e del Col du Chardonney; l’ambiente è selvaggio e sarà facile incontrare gli stambecchi nei pressi.
E’ uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta, costruito già nel 1892, punto d’appoggio per gli alpinisti che affrontano la salita alle montagne circostanti ...

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Recensioni

01/07/2025
priscilla
Descrizione

Lasciata la macchina a Ruz, dove ci sono parecchi posti , sono salita sulla poderale tagliando i tornanti grazie alle scorciatoie. Ad un tornante ho notato un sentiero che saliva e l’ho preso pensando all’ennesima scorciatoia: era invece un drittone che mi ha portato dritta dritta al rifugio riducendo molto i tempi di percorrenza. Dal rifugio ho preso il sentiero n.4 che arriva all’alpeggio Le Chardonney, e da qui sono salita alla croce. Questo tratto di sentiero è facile e ben segnalato, ma passa attraverso lunghe pietraie. Discesa infine all’Alpe Berrier.

Maggiori informazioni

Accesso stradale: Nulla da segnalare

19/06/2023
biella10
Descrizione

Saliti da Ruz su n. 2 facendo scorciatoie. Proseguito fino a Plan de la Sabola su sentiero e pietraia per evitare la neve. Siamo arrivati in prossimità del Bivacco Spataro (a circa cinquanta metri); non ci siamo andati perché c’era troppa acqua nel Torrente de Crête Sèche e troppa neve. Scesi sul nevaio in fretta e furia perché incominciava a piovigginare. Siamo entrati nel locale invernale del rifugio in attesa che passasse il temporale. Il rifugio oggi era chiuso perché la Signora Sophie era dovuta scendere a Bionaz.

Commento

Anche oggi sole, un po' di pioggia e temporale. Buone escursioni. Francesca ed Alessandro (CAI Biella)

Maggiori informazioni

Accesso stradale: Ottimo.

Dettagli

Ruz

Luogo di partenza

Bionaz

Comune

medio

Impegno

E

Difficoltà

2h 20m

Tempo di salita

1h 30m

Tempo di discesa

3h 50m

Tempo totale

1.695 m

Quota di partenza

2.410 m

Quota di arrivo

700 m

Dislivello salita

8.200 m

Lunghezza totale

2

Segnaletica

Mag - Giu - Lug - Ago - Set

Periodo migliore

alta

Frequentazione

4.3

Valutazione

Overview

Il Rifugio Crête Sèche si trova in alta Valpelline, nel territorio di Bionaz e prende il nome dalla cresta che lo sovrasta. E’ posto all’imbocco di uno stretto vallone solcato dal torrente glaciale che proviene dai ghiacciai dell’Aroletta e del Col du Chardonney; l’ambiente è selvaggio e sarà facile incontrare gli stambecchi nei pressi.
E’ uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta, costruito già nel 1892, punto d’appoggio per gli alpinisti che affrontano la salita alle montagne circostanti (il Mont Gelè in particolare); oggi è una struttura molto accogliente e di pregevole fattura con esterni in pietra.
L’escursione è adatta a tutti gli escursionisti che abbiano un minimo di allenamento, non è lunga e non eccessivamente faticosa. Nella prima parte il percorso si snoda tra la pista interpoderale che porta all’Alpe Berrier (non sul percorso) alternata a scorciatoie, per poi proseguire su un facile sentiero fino al rifugio.

Raggiungere la partenza

Dal casello di Aosta Est imboccare la galleria lungo la strada E27 che conduce nella valle del Gran San Bernardo, al cui termine si incontra la SS27 proveniente dal centro di Aosta. Appena prima di Gignod, subito dopo l’ultima galleria, si procede a destra seguendo la SR38 della Valpelline, raggiungendo il capoluogo.
Si prosegue ancora per 10 km lungo la SR38 superando Oyace e raggiungendo Dzonvennoz, frazione di Bionaz. Qui si svolta a sinistra per la frazione Ruz, dove si parcheggia nel posteggio asfaltato prima delle case.

Il percorso

Dal parcheggio che precede il piccolo gruppo di baite di Ruz si prosegue seguendo la strada che attraversa la graziosa borgata, per poi continuare sulla stessa affrontando una rapida successione di tornanti che consentono di guadagnare subito quota senza troppa fatica. Il bosco di larici regala una piacevole ombra ma allo stesso tempo lascia spazio a belle vedute panoramiche.
Si trascura una pista secondaria sulla destra a circa 1800 m, e dopo altri due tornanti il sentiero compie una scorciatoia che permette di abbreviare il percorso, dirigendosi verso nord passando nei pressi dell’alpeggio Primo 1857 m, dopo aver attraversato una colata di massi di una antica frana.
A 2000 m si incontra nuovamente la pista sterrata che porta all’Alpe Berrier che andrà seguita fino quasi in vista del gruppo di baite (è anche possibile una scorciatoia per evitare un giro più ampio lungo la strada).
Raggiunto l’inizio della comba di Berrier, seguendo il segnavia n.2 a sinistra, si abbandona la strada e si prosegue sul bel sentiero che porterà al rifugio passando accanto ad un pulpito con una grossa croce in legno. Un lungo traverso a mezzacosta in direzione ovest, consente di aggirare tutto il pendio alle pendici del Mont Crête Sèche, addentrandosi progressivamente nel pendio-vallone del rifugio. Questo tratto è molto piacevole perchè in dolce pendenza ed estremamente panoramico.
Si è ormai fuori dalla fascia boscosa, e si possono ammirare le alte vette della Valpelline, in modo particolare la piramide della Becca di Luseney, con degli scorci anche sulla Grivola e sui ghiacciai della Testa del Rutor in Valgrisenche.
Superato un masso da cui sgorga una sorgente, si affronta in piano una breve pietraia e si arriva sotto il pendio di salita al rifugio, dove il sentiero presenta la sua parte più faticosa poichè gli ultimi 100 m di dislivello diventano un po’ più ripidi. Si percorre una dorsale con alcune serpentine raggiungendo un grosso masso con le bandiere del rifugio, e poco più avanti ecco il piccolo ripiano con il Rifugio Crête Sèche 2389 m.
Per chi volesse proseguire l’escursione, sempre seguendo il sentiero n.2 addentrandosi nel selvaggio vallone a monte del rifugio, si può raggiungere il Bivacco Spataro a 2500 m (costruzione in lamiera) ed il successivo Plan de la Sabbia che decenni addietro ospitava i ghiacciai ormai ritirati.

Servizio meteo a cura del Centro Funzionale RAVA

Bollettino valanghe a cura di Aineva

Recensioni

01/07/2025
priscilla
Descrizione

Lasciata la macchina a Ruz, dove ci sono parecchi posti , sono salita sulla poderale tagliando i tornanti grazie alle scorciatoie. Ad un tornante ho notato un sentiero che saliva e l’ho preso pensando all’ennesima scorciatoia: era invece un drittone che mi ha portato dritta dritta al rifugio riducendo molto i tempi di percorrenza. Dal rifugio ho preso il sentiero n.4 che arriva all’alpeggio Le Chardonney, e da qui sono salita alla croce. Questo tratto di sentiero è facile e ben segnalato, ma passa attraverso lunghe pietraie. Discesa infine all’Alpe Berrier.

Maggiori informazioni

Accesso stradale: Nulla da segnalare

19/06/2023
biella10
Descrizione

Saliti da Ruz su n. 2 facendo scorciatoie. Proseguito fino a Plan de la Sabola su sentiero e pietraia per evitare la neve. Siamo arrivati in prossimità del Bivacco Spataro (a circa cinquanta metri); non ci siamo andati perché c’era troppa acqua nel Torrente de Crête Sèche e troppa neve. Scesi sul nevaio in fretta e furia perché incominciava a piovigginare. Siamo entrati nel locale invernale del rifugio in attesa che passasse il temporale. Il rifugio oggi era chiuso perché la Signora Sophie era dovuta scendere a Bionaz.

Commento

Anche oggi sole, un po' di pioggia e temporale. Buone escursioni. Francesca ed Alessandro (CAI Biella)

Maggiori informazioni

Accesso stradale: Ottimo.

14/06/2023
climbandtrek
Descrizione

Mordi e fuggi mattutino. Sentiero bagnato dalla ormai consueta pioggia notturna. Incontrati i gestori che scendevano lasciando il rifugio chiuso.

Commento

Salito quasi in mezzo alla nebbia e in discesa meteo con poche aperture che hanno consentito pochi scorci. Oltre ai gestori incontrati quattro escursionisti e due amici di Doues. Oggi in solitaria. più info e foto su climbandtrek.it

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Ultimo aggiornamento

4 Dicembre 2024, 11:00