Rifugio Crête Sèche da Ruz
Dettagli
Descrizione
Il Rifugio Crête Sèche si trova in alta Valpelline, nel territorio di Bionaz e prende il nome dalla cresta che lo sovrasta. E’ posto all’imbocco di uno stretto vallone solcato dal torrente glaciale che proviene dai ghiacciai dell’Aroletta e del Col du Chardonney; l’ambiente è selvaggio e sarà facile incontrare gli stambecchi nei pressi.
E’ uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta, costruito già nel 1892, punto d’appoggio per gli alpinisti che affrontano la salita alle montagne circostanti ...
Servizi nei dintorni
Attrazioni nelle vicinanze
Recensioni
Descrizione
Lasciata la macchina a Ruz, dove ci sono parecchi posti , sono salita sulla poderale tagliando i tornanti grazie alle scorciatoie. Ad un tornante ho notato un sentiero che saliva e l’ho preso pensando all’ennesima scorciatoia: era invece un drittone che mi ha portato dritta dritta al rifugio riducendo molto i tempi di percorrenza. Dal rifugio ho preso il sentiero n.4 che arriva all’alpeggio Le Chardonney, e da qui sono salita alla croce. Questo tratto di sentiero è facile e ben segnalato, ma passa attraverso lunghe pietraie. Discesa infine all’Alpe Berrier.
Maggiori informazioni
Accesso stradale: Nulla da segnalare
Descrizione
Saliti da Ruz su n. 2 facendo scorciatoie. Proseguito fino a Plan de la Sabola su sentiero e pietraia per evitare la neve. Siamo arrivati in prossimità del Bivacco Spataro (a circa cinquanta metri); non ci siamo andati perché c’era troppa acqua nel Torrente de Crête Sèche e troppa neve. Scesi sul nevaio in fretta e furia perché incominciava a piovigginare. Siamo entrati nel locale invernale del rifugio in attesa che passasse il temporale. Il rifugio oggi era chiuso perché la Signora Sophie era dovuta scendere a Bionaz.
Commento
Anche oggi sole, un po' di pioggia e temporale. Buone escursioni. Francesca ed Alessandro (CAI Biella)
Maggiori informazioni
Accesso stradale: Ottimo.
Dettagli
Bionaz
medio
E
2h 20m
1h 30m
3h 50m
1.695 m
2.410 m
700 m
8.200 m
2
Mag - Giu - Lug - Ago - Set
alta
4.3
Overview
E’ uno dei rifugi storici della Valle d’Aosta, costruito già nel 1892, punto d’appoggio per gli alpinisti che affrontano la salita alle montagne circostanti (il Mont Gelè in particolare); oggi è una struttura molto accogliente e di pregevole fattura con esterni in pietra.
L’escursione è adatta a tutti gli escursionisti che abbiano un minimo di allenamento, non è lunga e non eccessivamente faticosa. Nella prima parte il percorso si snoda tra la pista interpoderale che porta all’Alpe Berrier (non sul percorso) alternata a scorciatoie, per poi proseguire su un facile sentiero fino al rifugio.
Raggiungere la partenza
Si prosegue ancora per 10 km lungo la SR38 superando Oyace e raggiungendo Dzonvennoz, frazione di Bionaz. Qui si svolta a sinistra per la frazione Ruz, dove si parcheggia nel posteggio asfaltato prima delle case.
Il percorso
Si trascura una pista secondaria sulla destra a circa 1800 m, e dopo altri due tornanti il sentiero compie una scorciatoia che permette di abbreviare il percorso, dirigendosi verso nord passando nei pressi dell’alpeggio Primo 1857 m, dopo aver attraversato una colata di massi di una antica frana.
A 2000 m si incontra nuovamente la pista sterrata che porta all’Alpe Berrier che andrà seguita fino quasi in vista del gruppo di baite (è anche possibile una scorciatoia per evitare un giro più ampio lungo la strada).
Raggiunto l’inizio della comba di Berrier, seguendo il segnavia n.2 a sinistra, si abbandona la strada e si prosegue sul bel sentiero che porterà al rifugio passando accanto ad un pulpito con una grossa croce in legno. Un lungo traverso a mezzacosta in direzione ovest, consente di aggirare tutto il pendio alle pendici del Mont Crête Sèche, addentrandosi progressivamente nel pendio-vallone del rifugio. Questo tratto è molto piacevole perchè in dolce pendenza ed estremamente panoramico.
Si è ormai fuori dalla fascia boscosa, e si possono ammirare le alte vette della Valpelline, in modo particolare la piramide della Becca di Luseney, con degli scorci anche sulla Grivola e sui ghiacciai della Testa del Rutor in Valgrisenche.
Superato un masso da cui sgorga una sorgente, si affronta in piano una breve pietraia e si arriva sotto il pendio di salita al rifugio, dove il sentiero presenta la sua parte più faticosa poichè gli ultimi 100 m di dislivello diventano un po’ più ripidi. Si percorre una dorsale con alcune serpentine raggiungendo un grosso masso con le bandiere del rifugio, e poco più avanti ecco il piccolo ripiano con il Rifugio Crête Sèche 2389 m.
Per chi volesse proseguire l’escursione, sempre seguendo il sentiero n.2 addentrandosi nel selvaggio vallone a monte del rifugio, si può raggiungere il Bivacco Spataro a 2500 m (costruzione in lamiera) ed il successivo Plan de la Sabbia che decenni addietro ospitava i ghiacciai ormai ritirati.
Servizi nei dintorni
Attività commerciali
Dormire
Mangiare
Servizi generali
Servizi turistici
Sport
Attrazioni nelle vicinanze
Ambiente
Architettura
Chiese e Santuari
Servizio meteo a cura del Centro Funzionale RAVA
Bollettino valanghe a cura di Aineva
Recensioni
Descrizione
Lasciata la macchina a Ruz, dove ci sono parecchi posti , sono salita sulla poderale tagliando i tornanti grazie alle scorciatoie. Ad un tornante ho notato un sentiero che saliva e l’ho preso pensando all’ennesima scorciatoia: era invece un drittone che mi ha portato dritta dritta al rifugio riducendo molto i tempi di percorrenza. Dal rifugio ho preso il sentiero n.4 che arriva all’alpeggio Le Chardonney, e da qui sono salita alla croce. Questo tratto di sentiero è facile e ben segnalato, ma passa attraverso lunghe pietraie. Discesa infine all’Alpe Berrier.
Maggiori informazioni
Accesso stradale: Nulla da segnalare
Descrizione
Saliti da Ruz su n. 2 facendo scorciatoie. Proseguito fino a Plan de la Sabola su sentiero e pietraia per evitare la neve. Siamo arrivati in prossimità del Bivacco Spataro (a circa cinquanta metri); non ci siamo andati perché c’era troppa acqua nel Torrente de Crête Sèche e troppa neve. Scesi sul nevaio in fretta e furia perché incominciava a piovigginare. Siamo entrati nel locale invernale del rifugio in attesa che passasse il temporale. Il rifugio oggi era chiuso perché la Signora Sophie era dovuta scendere a Bionaz.
Commento
Anche oggi sole, un po' di pioggia e temporale. Buone escursioni. Francesca ed Alessandro (CAI Biella)
Maggiori informazioni
Accesso stradale: Ottimo.
Descrizione
Mordi e fuggi mattutino. Sentiero bagnato dalla ormai consueta pioggia notturna. Incontrati i gestori che scendevano lasciando il rifugio chiuso.
Commento
Salito quasi in mezzo alla nebbia e in discesa meteo con poche aperture che hanno consentito pochi scorci. Oltre ai gestori incontrati quattro escursionisti e due amici di Doues. Oggi in solitaria. più info e foto su climbandtrek.it
Maggiori informazioni
Itinerari nei dintorni (<2 km)
Configurazione layers
Icone della mappa
Layers
Ultimo aggiornamento
4 Dicembre 2024, 11:00